Il suo palmares è un luccichio di medaglie impressionante in assoluto. Figuriamoci per uno che ha cominciato a nuotare su insistenza della madre e nella speranza di irrobustire la sua schiena. Dopo 15 ori, 13 argenti e 12 bronzi ottenuti a livello internazionale, la mamma di Filippo Magnini può ritenersi soddisfatta. Suo figlio è uno dei più grandi nuotatori i tutti i tempi. I 100 metri stile libero, regina di tutte le gare di nuoto, sono da due Mondiali a questa parte, roba sua. Dopo l’oro ai mondiali di Montreal nel 2005, il pesarese ha saputo ripetersi a quelli di Melbourne nel 2007, diventando così non solo il primo italiano ad avere mai vinto un titolo iridato in questa specialità, ma anche il terzo uomo al mondo ad averlo saputo confermare ai mondiali successivi. Questo lo mette al pari di nuotatori come Matt Biondi e Alexander Popov, in un epoca però, come quella attuale, di straordinari uomini pesce. Al suo fianco hanno lottato con lui campioni assoluti come Michael Phelps, Ian Thorpe e Pieter van den Hoogenband e più di una volta si sono dovuti arrendere alla legge di “Re Magno”. In tutte le spedizioni internazionali da 4 anni a questa parte, la squadra azzurra si è dunque affidata a lui per le staffette 4x100 e 4x200 stile libero. Alle Olimpiadi di Atene del 2004, insieme a Rosolino, Brembilla e Cercato, Superpippo, all’età di 22 anni, ha vinto infatti una medaglia di bronzo nella 4x200 che rimane per ora il suo unico titolo olimpico. Per ora, appunto.

